Parassiti delle Orchidee
In questa pagina sono elencati i parassiti più comuni delle nostre orchidee e che sono presenti in Italia. I parassiti sono organismi che vivono a spese di altri esseri viventi (ospiti), traendo nutrimento e causando danni, malattie o infezioni. Molti di questi insetti, specialmente quelli con apparato buccale pungente-succhiante possono essere i vettori di alcune malattie batteriche, fungine e virosi. Se non trovate il parassita che cercate, provate a guardare tra i parassiti alieni.
Piccolo disclaimer –> ⚠️ Questa vuole essere una guida per aiutarvi nell’identificazione del problema, le sezioni di prevenzione e trattamento sono state messe per aiutarvi nel controllo del problema, ma il sito e l’autore non sono responsabili, in alcun modo, di eventuali danni causati da questi alle vostre piante e non. Siate responsabili e attenti ⚠️
1. COCCINIGLIA
Tipologie:
- Planococcus sp. e Pseudococcus sp., sono chiamate comunemente ‘COCCINGLIA COTONOSA’ e sono una delle principali cocciniglie che si trovano sulle nostre orchidee. Si chiamano cosi perchè ricoperte da una sostanza cerosa e le femmine depongono le uova dentro un ovisacco cotonoso, perciò quando l’infestazione è grave sembra cotone. I maschi sono solitamente alati, e si muovono per riprodursi, mentre le neatidi e le femmine adulte sono stanziali e si cibano della linfa della pianta. In foto potete vedere maschio e femmina dei due generi. (Sopra foto di Protasov AN e in basso foto di St. Augustine Orchid Society)




- Il coccide bianco (Diaspis boisduvalii) è il nemico principale per chi coltiva principalmente Cattleya ma può colpire anche altri tipi di orchidee. I maschi maturi sono di forma allungata, lunghi 2 mm e appaiono come masse di cotone bianco, mentre le femmine mature sono squamose lunghe 1.3 mm e depongono le uova sotto scudi circolari bianchi. Le larve, chiamate crawler, sono lo stadio giovanile che emerge da sotto lo scudo deposto dalla femmina e si muovono finchè non trovano un posto dove stabilirsi. (Disegno superiore di Juventina Santos del. e la foto inferiore è di Larry W. Richardson)
- La cocciniglia a scudetto (Saissetia coffeae) da adulta varia in diametro da circa 2 mm a 4,5 mm. La femmina si presenta liscia, lucida e marrone, appressata alla pianta con la tipica forma a scudo. Le uova sono rosa-beige, lunghe circa 0,7 mm, vengono deposte fino a 1000 uova che rimangono nascoste sotto la madre che muore dopo averle deposte. Le cocciniglie giovani sono squamose, traslucide, sono la fase ‘crawler’ e si muovono in giro, spesso si confondono con la pianta. (Foto superiore di Tom e foto inferiore di Gilles San Martin)



- Altra cocciniglia a scudetto molto diffusa in Italia è la Saissetia oleae, comunemente chiamata cocciniglia mezzo grano di pepe. Il ciclo vitale è simile alla Saissetia coffeae e anche in questo caso è solo la parte di neatide che si muove in giro. (Foto di Sheldon Logan)
- Cocciniglia forte degli agrumi, è diffusa al Sud Italia, anche se proviene dalle zone tropicali. Questa cocciniglia è la Chrysomphalus aonidum. Formato da uno scudo piramidale di colore marrone grande circa 2 mm, al di sotto del quale la femmina depone le uova che si schiuderanno e le larve andranno in giro. (Foto di E.P. Mallory)


- La cocciniglia delle orchidee, è diffusa nelle serre italiane, ma è aliena, viene dai tropici. Questa cocciniglia è la Furcaspis biformis, questa ha le femmine molto simili alla Chrysomphalus aonidum, ma i maschi sono di forma allungata, più piccoli e sempre con scudo marrone. Questa cocciniglia attacca la maggior parte delle orchidee coltivate. (Foto di Takumasa Kondo)
- Cocciniglia molle bruna è una cocciniglia che si trova spesso sugli agrumi, ma attacca anche le orchidee, proveniente dai tropici ma ormai molto diffusa in Italia. Questa cocciniglia è Coccus hesperidium. La femmina è grande 2-4 mm circa, con scudo molle, di colore giallo-marrone, i giovani sono più piccoli e chiari delle femmine. Si posizionano su rametti e nella pagina inferiore delle foglie lungo la nervatura. (Foto di Lek Khauv )

Sintomi: Le cocciniglie sono insetti con l’apparato pungente-succhiante che si attaccano e si nutrono sulla parte inferiore delle foglie, nelle ascelle delle foglie, sugli pseudobulbi e sui rizomi. Spesso si nascondono sotto le foglie vecchie e sotto le guaine dei pseudobulbi cosi da rimanere protetti mentre si cibano. Non fanno gravi danni se il n° di individui è basso, ma le infestazioni grandi possono causare l’apparizione di aree clorotiche sulle foglie e sulle superfici della pianta, che diventeranno gialle e potrebbero scurirsi, questo potrebbe causare la caduta precoce delle foglie.
Trattamento: Se ci sono solo poche cocciniglie, potete usare un bastoncino di cotone imbevuto di alcool isopropilico o un pesticida (seguendo le istruzioni riportate sull’etichetta) per rimuovere fisicamente i coccidi. Per infestazioni più gravi, potete applicare il pesticida durante la fase dei crawler e ripetere l’applicazione 2 settimane dopo. Assicurati di spruzzare tutta la superficie della pianta, in particolare la parte inferiore delle foglie e le ascelle delle foglie.
Altro modo per combatterle è usare gli insetti predatori e quindi fare lotta biologica:
- Cryptolaemus montrouzieri, Exochomus quadripustulatus, Nephus conjunctus sono 3 piccole coccinelle con larve e adulti che si cibano di diversi generi di cocciniglie.
- Anagyrus Vladimiri è un imenottero parassitoide, la femmina depone le uova all’interno delle cocciniglie e quindi le larve poi si ciberanno di queste dall’interno, facendole morire.
Prevenzione: Rimuovi le vecchie guaine delle foglie e fiori per eliminare i nascondigli dei coccidi e facilitare l’ispezione delle piante. Controlla attentamente le nuove piante prese prima di aggiungerle alle altre.
Informazioni aggiuntive: Spesso la presenza delle cocciniglie è accompagnata dalla presenza di formiche che si cibano della melata escreta dalle cocciniglie (sostanza zuccherina). Questa melata può anche portare alla formazione di fumaggine, un fungo che va a crescere sopra le foglie impedendone la fotosintesi.
2. AFIDe giallo delle orchidee
– Sitobion luteum (Buckton, 1876)
Afide giallo (Hemiptera, Aphididae), proveniente dal Sud America ma ormai molto diffuso in tutto il mondo. La forma alata ha un colore variabile tra il verde chiaro e il giallo-verdastro, con la testa verdastra e gli occhi rossi e una lunghezza da 1,8 a 2 mm. Zampe lunghe. (Disegno di Juventina Santos del.)


(Foto di Rolf Lawrenz) La forma aptera (senza ali), di colore simile, ha una macchia scura nella parte superiore dell’addome, che è leggermente più grande. Ha gli occhi rossi, zampre snelle e leggermente spinose.
Sintomi: Si trovano su giovani foglie, boccioli e fiori, non fanno danni gravi alla pianta, ma se la colonia è grande potrebbe causare un’indebolimento generale della pianta. Possono essere vettori di malattie virali e batteriche. (Disegno di Juventina Santos del.)


Trattamento e Prevenzione: usare insetticida sistemico o per contatto, oppure se la coltivazione delle orchidee avviene in serra o in casa si possono usare parassitoidi e predatori di afidi, per fare una lotta biologica. (Foto di Luciana Vetel Cruz)
Per quanto riguarda la lotta biologica possiamo usare:
- Le coccinelle, come Adalia bipunctata, Hyppodamia variegata e altre sono i predatori più usati e conosciuti per gli afidi. L’adulto di queste può mangiare anche fino a 100 afidi al giorno, per questo hanno bisogno di un elevato n° di afidi e quindi non conviene utilizzarle se l’infestazione è piccola o come prevenzione
- Aphidius sp, sono imenotteri parassitoidi di afidi. La femmina depone un’uovo all’interno dell’afide che non muore subito, ma morirà solo quando la larva di Aphidius, inizierà a cibarsi al suo interno. Dopo due settimane circa la larva finisce di cibarsi dell’afide, ormai morto e mummificato ed uscirà da questo sotto forma di adulto pronto per riprodursi.
- Chrysoperla carnea è un insetto predatore, che si trova naturalmente nei nostri ambienti. La larva è quella che preda attivamente gli afidi mentre gli adulti si cibano di polline e nettare.
- I sirfidi sono ditteri predatori, spesso confusi per vespe, ma sono totalmente innocui, anzi, le loro larve sono predatrici molto attive e voraci degli afidi. Mentre gli adulti si cibano di polline e nettare.
Informazioni aggiuntive: Spesso la presenza degli afidi è accompagnata dalla presenza di formiche che si cibano della melata escreta dagli afidi (sostanza zuccherina). Questa melata può anche portare alla formazione di fumaggine, un fungo che va a crescere sopra le foglie impedendone la fotosintesi.
3. TripidE
I tripidi fanno parte dell’ordine dei Thysanoptera sono più di 4.500 specie, ma le più diffuse nelle serre e nelle collezioni in tutta Italia sono Echinothrips americanus e Frankliniella occidentalis. Gli adulti di Echinothrips sono lunghi 1-2 mm di colore nero con una striscia bianca, l’addome è allungato e possono volare perchè provvisti di ali. Le prepupe e le pupe sono di colore chiaro e più piccole rispetto gli adulti. (In foto Echinothrips americanus. Foto di C. Mallory)


L’adulto Frankliniella è lungo circa 1-1,5 mm, sono di colore giallo bruno con l’addome arrotondato e possono volare. Le prepupe e le pupe sono più piccole degli adulti ma molto simili, con degli abbozzi alari, ancora non possono volare. (Foto di Cristián Estades)
Sintomi: I tripidi sono insetti con apparato pungente-succhiante, solitamente si nutrono dei fiori, ma nelle orchidee con le foglie erbacee, si possono nutrire anche delle foglie. Sono spesso vettori di malattie batteriche e virosi. I sintomi sono la formazione di aree clorotiche, di colore bianco, puntiformi o lineari dovuti alla loro alimentazione. Se guardate bene vicino a queste aree dovreste vedere muoversi i tripidi, sia gli adulti (neri) che le neatidi (più chiare). (Foto superiore di Missouri Botanical Garden e foto inferiore di St. Augustine Orchid Society)


Trattamento: I tripidi sono molto difficili da controllare, perchè sono mobili e molto piccoli e si nutrono di molte piante e di quasi tutte le loro parti. Si riproducono molto velocemente, il loro stadio larvale spesso si svolge nel terreno e sono resistenti agli insetticidi. Per questo quando si vedono i primi sintomi bisognerebbe usare insetticidi mirati e selettivi contro questi insetti, fare trattamenti ripetuti e controllare l’evolversi della situazione.
Si possono usare anche insetti predatori, quindi fare la lotta biologica:
- Aeolothrips intermedius che è un tripide che preda attivamente altri tripidi.
- Neoseiulus cucumeris è un acaro predatore che si ciba di tripidi ma in assenza di questi può cibarsi anche di polline.
- Orius sp. sono insetti predatori che in tutte le fasi del loro ciclo vitale si cibano di tripidi, in assenza di questi possono cibarsi anche di polline, afidi e acari.
- Stratiolaelaps scimitus (syn. Hypoaspsis miles) è un acaro predatore che colonizza i primi cm del substrato e quindi preda le larve dei tripidi nel terreno.
In assenza di questi insetti si possono usare trappole adesive apposite per intrappolare gli adulti, ma attenzione a non usarle all’esterno o dove ci sono altri insetti utili, perchè non sono selettive!!
Prevenzione: Guardare attentamente le piante appena comprate e portate a casa prima di metterle con le altre, e usare trappole adesive per mantenere la situazione controllata.
Attenzione a non confondere i collemboli-sciaridi e tripidi!!



Spesso vedo che questi 3 insetti vengono confusi sui vari social e nasce il panico, come potete ben vedere dalle immagini sono 3 insetti completamente diversi tra loro, con abitudini allimentari e comportamentali molto diverse.
Partiamo dai collemboli che sono comepletamente INNOCUI per le vostre orchidee, si trovano solitamente nei sottovasi, coprivaso e substrato che camminano, loro si nutrono di muffe e sostanza organica in degradazione principalmente, quindi diciamo che vi aiutano a tenere tutto bello pulito. Sono molto piccoli e saltano se disturbati.
Gli sciaridi, detti anche moscerini dei funghi, spesso si vedono in maggior numero in inverno, perchè le larve tendono a vivere bene in substrati umidi o degradati, perchè si nutrono soprattutto di funghi e a volte anche di sostanza organica in decomposizione (come per esempio le radici marcescenti). Spesso succede che quando si annaffia o si passa vicino a una pianta gli adulti si alzino in volo, ma sono completamente INNOCUI. Sono molto grandi rispetto gli altri 2 e hanno ali ben visibili.
I tripidi invece, come abbiamo visto si trovano su foglie e fiori dove si nutrono e causano danni anche abbastanza gravi. Sono grandi circa 1-2 mm, gli adulti volano e corrono velocissimi se disturbati.
Come potete vedere quindi, occupano posti diversi sulle vostre piante, hanno abitudini alimentari diverse e anche ad occhio nudo si possono vedere le differenze visive, sia per quanto riguarda la forma che il colore ma anche per quanto riguarda la grandezza. Spero che questo possa esservi utile.
4. SCIAridE


Sciaridae e Mycetophilidae sono due famiglie cosmopolite di Ditteri, sono comunemente chiamati sciaridi o fungus gnats in inglese. Sono molto comuni nella coltivazione casalinga o in serra perchè amano i terreni umidi dove depongono le loro uova. E’ difficile capire ad occhio nudo le differenze tra i due perchè sono molto simili, ma sono entrambi presenti in Italia e hanno abitudini alimentari simili, solitamente quello che si trova più comunemente nelle nostre case è la famiglia degli Sciaridae (più comunemente il genere Bradysia), mentre la famiglia Mycetophilidae si trova più comunemente nei nostri boschi. (Nella foto sopra Sciaridae sp., foto di Aka, nella foto inferiore Bradysia sp., foto di vuk)
Gli adulti sono moscerini di piccole dimensioni che variano da 1 a 10 mm circa, di colore variabile ma solitamente sono di coloer scuro o chiaro. Possiedono delle ali che possono essere di vario colore, non volano per lunghi tratti, solitamente saltellano sul substrato e volano verso sorgenti luminose come growlight e finestre. (In foto Anomalomyia guttata, foto di Dustin Edmundson)

Le larve sono lunghe pochi mm, sono strasludice, con il corpo di colore bianco e il capo scuro. Si trovano in susbtrati umidi, ricchi di sostanza organica in degradazione. Alcune specie si cibano di funghi, tra cui spore, miceli e talvolta anche dei corpi fruttiferi, altre specie si cibano di sostanza organica in degradazione, come radici marcescenti e altre specie ancora sono fitofaghe e si cibano di alcune parti sotterranee come bulbi e rizomi. (Foto di Koppert)

Sintomi: Per quanto riguarda la coltivazione delle orchidee epifite, l’unico sintomo che possiamo vedere è la presenza fisica di questi moscerini. Infatti nutrendosi di funghi e sostanza organica in decomposizione spesso si trovano vicini al substrato e questo può essere usata come indicazione del fatto che il substrato è ormai vecchio e può essere cambiato.
Perchè li vediamo spesso vicino alle nostre piante?
NON E’ PERCHE’ SI NUTRONO DELLE VOSTRE PIANTE! SONO INNOCUI!! Ma perchè si riproducono nel substrato degradato e un ambiente umido favorisce la degradazione di quest’ultimo aumentando cosi la loro presenza.

Trattamento: Gli sciaridi sono facilmente controllabili. Se notate già la presenza di questi insetti, potete usare delle trappole adesive, solitamente di colore giallo, per attirarli e una volta che ci si appoggiano sopra rimarranno intrappolati. Altra cosa che potete fare è diminuire un po’ le irrigazioni e lasciare asciugare di più il substrato, specialmente in inverno quando c’è maggior numero di questi insetti.
Nel caso in cui questi trattamenti non siano efficaci, si consiglia di usare trattamenti di biocontrollo, tramite nematodi e acari:
- I nematodi parassiti sono utili per il controllo degli sciaridi, perchè aspettano nel terreno il passaggio della larva dello sciaride. Una volta individuata la afferrano attivamente e la penetrano, una volta dentro tramite un batterio simbionte, ne causano la morte e iniziano a cibarsi del corpo e riprodursi. Producono cosi un grandissimo n° di nematodi che usciranno poi dalla larva ormai morta e consumata e andranno in giro per il substrato a cercare altre larve. Sono due le specie che potete trovare disponibili in commercio, Steinernema carpocapsae e Steinernema feltiae.
- L’acaro predatore è Stratiolaelaps scimitus (syn. Hypoaspsis miles), che vive nei primi cm del substrato e preda qualsiasi artropode incontri, tra cui anche le larve degli sciaridi. E’ lo stesso acaro che viene usato anche per controllare le larve dei tripidi. E’ molto longevo e in assenza di artropodi può nutrirsi anche di sostanza organica in decomposizione.
Prevenzione: usare trappole adesive per mantenere controllata la situazione ed evitare di sovrairrigare le vostre piante.
5. Ragnetto rosso
Tipologie:
- La famiglia dei Tetranychidae sono i cosiddetti ‘ragnetti rossi’, formati da molte specie fitofaghe, ma la più comune che si trova nelle serre e in coltivazione è Tetranychus urticae. Sono aracnidi grandi 0.5 mm, possono essere di colore giallognolo o rosso. Le uova sembrano delle perline trasparenti e sono protette da piccole ragnatele. (Foto dell’acaro di javixu)
- Sintomi: Provocano delle chiazze punteggiate, clorotiche sulle foglie dovute alle loro alimentazione, vicino a queste è possibile notare delle piccole ragnatele. Quando la colonia è grande tendono a produrre una ragnatela che può anche ricoprire l’intera pianta cosi che siano protetti da qualsiasi cosa, infatti in questa fase è molto difficile trattarli con i trattamenti chimici. (Foto superiore di Canal Diário de Minhas Orquídeas, foto inferiore di Da Murielle Desrois)





- La famiglia Tenuipalpidae, sono dei piccoli aracnidi detti anche ‘acari piatti’ o ‘falsi acari’. La specie più diffusa sulle orchidee è Tenuipalpus pacificus, detto anche ‘acaro delle Phalaenopsis’, grande circa 0.3 mm, di colore rosso, piatto. Le uova sono di colore giallo-rosso. (Foto di J.J. Beard)
- Sintomi: Si trovano su molte delle specie di orchidee che coltiviamo, si trovano sulla pagina superiore e inferiore della foglia dove creano una punteggiatura argentea raggruppata in dei ‘crateri’, questo aspetto è causato dal fatto che le cellule fogliari collassano una volta che questi acari si nutrono di esse. Non producono ragnatele come il tipico ragnetto rosso. (Foto di American Orchid Society)
- La famiglia Tarsonemidae, detti anche acari larghi. La specie più diffusa è Polyphagotarsonemus latus, aracnidi microscopici, grandi circa 0.1 mm. Sono di colore trasparente e si trovano molto spesso vicino agli apici meristematici delle piante. Non resistono alle basse T°, ma in serra e in casa vivono senza problemi. Le uova sono piccole e vengono depositate nella pagina inferiore delle foglie. (Foto dell’acaro di Lycaon, Foto delle uova di Dennis Haines)
- Sintomi: Si nutrono della linfa delle piante, ma quando pungono la pianta rilasciano la saliva che contiene una tossina che va a inibire la produzione delle auxine, causando una crescita squilibrata degli apici della pianta. Le piante prendono un’aspetto storto, curvo e poco naturale, spesso incastrandosi tra loro stesse. (Foto di BIOBEE)



Trattamento: Usare acaricidi seguendo le istruzioni in etichetta e facendo attenzione a trattare la parte inferiore delle foglie e la parte dove vedete ragnatele e altri segni caratteristici. Durante la stagione calda è probabile che debbano essere fatti molti trattamenti ripetuti (ma seguire sempre quello che c’è scritto nell’etichetta del prodotto utilizzato). Oltre questi trattamenti chimici, si può fare anche la lotta biologica:
- Amblyseius andersoni è un acaro predatore che si ciba di acari tetranichidi (Tetranychus), in assenza di questi può cibarsi di polline e altri acari. E’ un acaro presente in Europa e che è già presente in modo naturale. E’ molto veloce e di colore chiaro, per questo si può distinguere molto facilmente dagli acari dannosi.
- Phytoseiulus persimilis è l’acaro predatore più utilizzato per quanto riguarda la lotta contro Tetranychus urticae, è molto specifico quindi si ciba specificatamente questo acaro.
Prevenzione: Solitamente gli acari compaiono durante il clima caldo e secco estivo, per cui per prevenirli o mantenere al minimo la loro crescita è consigliabile aumentare l’umidità ambientale e diminuire la T° se possibile della zona di coltivazione
6. Mosca bianca
Le mosche bianche fanno parte della famiglia Aleyrodidae, ci sono 2 specie principali Trialeurodes vaporariorum e Bemisia tabaci. Molto simili tra di loro e molto diffuse entrambe. Gli adulti sono grandi circa 1 mm di colore giallognolo e hanno le ali bianche con le quali si spostano da una pianta all’altra. Le femmine depongono le uova nella pagina inferiore della foglia, queste si schiudono e il primo stadio ninfale è quello che si muove fino a trovare il punto perfetto dove perforare la foglia e rimarrà nello stesso punto fino alla fase adulta. (Foto superiore di Dr. Guido Bohne, foto inferiore di Mike Bowie)


Sintomi: Si trovano nella pagina inferiore della foglia, appena si passa e si urta una pianta con questi insetti, gli adulti si alzano in volo e quindi è facile individuarli. Loro si cibano della linfa e pungono la foglia nella pagine inferiore, per questo sulla pagina superiore si possono sviluppare delle aree clorotiche più o meno evidenti in base alla grandezza della colonia. (Foto di casapratica)

Trattamento: Le piante possono essere spruzzate con insetticidi, seguendo le istruzioni riportate sull’etichetta. Si possono usare anche trappole adesive per intrappolare gli adulti (attenzione se le usate all’esterno, non sono selettive e ci si possono appiccicare anche altri animali). Si può anche applicare una lotta biologica con:
- Amblyseius swirskii è un acaro predatore, naturalmente presente nella zona Mediterranea. Si ciba delle uova e delle forme giovani delle mosche bianche, in caso queste non siano disponibili si può cibare anche di polline. In inverno non è molto attivo
- Encarsia formosa e Eretmocerus eremicus sono 2 imenotteri parassitoidi che parassitizzano le forme giovani della mosca bianca. Le femmine depongono le uova all’interno dell’ospite, una volta schiuse le larve si ciberanno dell’ospite fino ad ucciderlo e poi usciranno una volta diventate adulte.
- Macrolophus pygmaeus è un miride predatore già presente in natura nella zona Mediterranea. Tutte le fasi di questo insetto sono mobili e si cibano di uova, neatidi e adulti delle mosche bianche, se queste non sono presenti si possono cibare anche di afidi e uova di lepidotteri.
Prevenzione: Controllare le piante appena prese prima di metterle con le altre. Usare trappole adesive per controllare la situazione. Tenere pulito il luogo di coltivazione specialmente se è in serra o all’esterno, eliminando l’erba vicino alle piante.
7. Falsa cocciniglia o Aleurodide spinoso
La falsa cocciniglia è Aleurocanthus spiniferusli, detto anche aleurodide spinoso, un’aleurodide asiatico arrivato in Italia anni fa e ormai molto diffuso. E’ molto polifago, ancora non è stato osservato sulle orchidee. Gli adulti sono piccoli, grandi 1.7-2 mm, con l’addome arancione e le ali di colore grigrio-metallico con delle macchie bianche. Il 4° stadio, che sarebbe la pupa, è quello che aiuta l’identificazione della specie, perchè è abbastanza caratteristico, formato da uno scudo nero, spinoso circondato da delle frange di colore bianco. (Foto superiore e inferiore di Nick Lambert)



Sintomi:Si trovano nella pagina inferiore della foglia, appena si passa e si urta una pianta con questi insetti, gli adulti si alzano in volo e quindi è facile individuarli. Loro si cibano della linfa e pungono la foglia nella pagine inferiore, per questo sulla pagina superiore si possono sviluppare delle aree clorotiche più o meno evidenti in base alla grandezza della colonia. A causa della produzione di melata possono portare alla formazione della fumaggine che impedisce alla pianta di fare la fotosintesi. (Foto di Flavio Rocchi)
Trattamento: Essendo un parassita alieno, guardate cosa c’è scritto sulla pagina del sistema fitosanitario della vostra regione. Per quanto riguarda la regione Emilia-Romagna, se si ha la presenza di questo aleurodide, in modo massiccio estirpare e distruggere le piante infestate. Se invece la pianta non è molto infestata si possono usare trattamenti chimici con insetticidi appropriati.
Non si conoscono tecniche di prevenzione
8. Lumaca
Le lumache sono gasteropodi terrestri, che si trovano in 2 tipologie con il guscio (chiamate comunemente chiocciole) e senza (chiamate comunemente limacce). Sono erbivore ed escono la notte per andare a mangiare tutte le parti della pianta. In ambienti umidi, come serre e quando piove è molto comune vederle e possono causare gravi danni alle nostre orchidee. (Foto superiore di Kimberlina e foto inferiore di Derek Moore)




Sintomi: Questi animali, grazie alla loro radula raschiano i tessuti vegetali, lasciando dei buchi abbastanza tipici su foglie, fiori, boccioli e radici, limitando cosi la crescita della pianta. La presenza di muco è indicativo della loro presenza ed anche l’eventuale presenza di feci che hanno la forma tipica. (Foto a sinistra di Pat Teter, foto in basso a sinistra di Scott Bauer e foto in basso Mirian M. Meera)

Trattamento: Si possono usare esche chimiche, i tipici lumachicidi, ma guardare se necessitano di patentino fitosanitario per essere comprati e utilizzati. Eventualmente si possono utilizzare cenere, polvere di diatomee, zeolite e altre polveri che creino una barriera tagliente, da poter spruzzare sia sulle piante che al suolo, ma la pioggia o comunque l’acqua le dilava, rendendole inutili. Alcuni utilizzano anche dei bicchieri riempiti di birra o altra sostanza zuccherina per attirarle, se si utilizza questo metodo ricordatevi di controllarle ogni giorno ed eliminare le lumache che ci sono dentro. Altra cosa che si può fare è la rimozione manuale dell’animale quando si vede.
9. Bruco
I bruchi non sono altro che la fase larvale dei lepidotteri (farfalle e falene). Sono di varie forme e colore, e di grandezze differenti in base alle specie e alla fase del ciclo vitale in cui si trovano.
Sintomi: Avendo un apparato masticatore si cibano attivamente delle piante, andando a mangiare foglie, boccioli e fiori. Possono mangiare le foglie marginalmente oppure centralmente, non lasciando nulla se non gli escrementi, che sono una prova inconfutabile della loro presenza. (Foto superiore di Beppe Miceli).


Trattamento: Si può fare una rimozione manuale dei bruchi una volta individuati, solitamente si trovano sul lato inferiore delle foglie o lateralmente ad esse. Alcuni utilizzano il Bacillus thuringensis che è un batterie che mummifica gli insetti e se ne ciba. Trattamenti chimici non sono consigliati.
Prevenzione: Essendo i bruchi, la fase larvale dei lepidotteri, non c’è una vera e propria prevenzione.
10. Formiche
Le formiche fanno parte dell’ordine degli imenotteri, sono insetti eusociali, quindi formano grande colonie con una regina a capo di questa. Hanno dimensioni variabili, da 1 mm a 2 cm, in base alla specie e anche il colore varia in base alla specie. Sono molto comuni in tutti i luoghi naturali e spesso durante la coltivazione delle piante è facile averci a che fare.



Sintomi: Le formiche causano pochi danni diretti alle piante, solitamente si nota la loro presenza sulle piante perchè “allevano” cocciniglie e afidi. Questo avviene perchè questi due parassiti producono la melata, una sostanza zuccherina, della quale le formiche si cibano, e per questo tendono a proteggere le colonie di questi parassiti. Può succedere a volte che una regina decida di iniziare una nuova colonia nel vaso della tua pianta, iniziando a scavare ed eliminando il substrato dal vaso, rendendolo idrofobo e a lungo andare potrebbero danneggiare le radici durante lo scavo dei tunnel.
Trattamento: Non facendo danni diretti alla pianta bisogna intervenire su quello che causa la loro presenza sulle piante, ovvero afidi e cocciniglie. Nel caso in cui le formiche avessero creato una colonia nel vaso usare insetticidi in polvere, selettivi per le formiche e rinvasare la pianta (aspettare che l’insetticida faccia effetto e usare i DPI per il rinvaso).
Prevenzione: Mantenere le orchidee libere e pulite da questi parassiti.
11. Scarafaggi e cavallette
Le cavallette fanno parte dell’ordine degli Orthoptera. Sono animali saltatori, di varie dimensioni e colori diversi. Gli scarafaggi invece fanno parte della famiglia Blattoidea, solitamente le blatte sono subito riconosciute come insetti delle discariche o comunque di ambienti non puliti. In realtà non è cosi, perchè si trovano praticamente ovunque in natura, è solo che non le vedete. Per quanto riguarda il loro aspetto, possono essere di varie forme e colori e con dimensioni molto diverse tra una specie e l’altra. (Foto superiore di Aguswaluyo24, foto inferiore di Ettore Guarnaroli)


Sintomi: Non sono molto comuni i loro danni nelle coltivazioni di orchidee. Sia cavallette che scarafaggi si possono cibare di tutte le parti morbide della pianta, quindi radici, fiori e foglie.

Prevenzione per gli scarafaggi: Esistono varie esche in commercio, adesive e non, che servono per attirare e catturare gli scarafaggi, cosi da tenere controllata la situazione.
Prevenzione per le cavallette: Si possono usare dei contenitori pieni di acqua e zucchero o altre sostanze zuccherine, cosi da intrappolare le cavallette, sono però da controllare tutti i giorni.
12. cimice
Le cimici di cui parleremo noi fanno parte della famiglia Pentatomidae. Qui parleremo di due specie in generale, Nezara viridula (cimice verde) e Halyomorpha halys (cimice asiatica). Entrambe sono presenti nel nostro territorio e ormai ampiamente diffuse. La cimice verde è lunga circa 12-15 mm, di colore verde, talvolta marrone ma in modo uniforme. La cimice asiatica è lunga circa 12-15 mm, ha una livrea marrone, con varie tonalità differenti e delle striature laterali. (Foto superiore di Reiner Richter e foto inferiore di Robert Briggs)



Sintomi: essendo rincoti hanno un apparato pungente-succhiante come afidi e cocciniglie, per questo si cibano della linfa delle piante. Quando si cibano pungono la pianta lasciando un’area necrotizzata, abbastanza piccola se pungono le foglie, ma se pungono frutti e fiori l’area necrotizzata è molto più grande. Se pungono gli steli floreali molto spesso succede che la pianta perda completamente la fioritura dello stelo danneggiato. (Foto di Cristina Bruno)
Trattamenti: Per quando riguarda i trattamenti, se si vede una cimice vicino alle nostre piante si può prendere e spostare da un’altra parte, non esistono trattamenti chimici che io sappia. Ma se avete un’infestazione abbastanza elevata di cimici (cosa molto difficile per quando riguarda le orchidee) potete fare la lotta biologica utilizzando:
- Trissolcus basalis è un imenottero che parassitizza le uova delle cimici verdi, deponendo le uova all’interno delle ovature delle cimici. La sua larva di Trissolcus si svilupperà all’interno delle uova delle cimici, facendo morire la cimice e poi una volta diventato adulto ne uscirà e ricomincerà il ciclo.
- Anastatus bifasciatus è un imenottero italiano, che parassitizza diversi insetti e si è abituato subito alla cimice asiatica. La femmina depone le uova nelle ovature della cimice, dove le larve cresceranno uccidendo le cimici. Le larve, una volta diventate adulte, usciranno e ricominceranno il ciclo.
Testo modificato e adattato per il sito Criplant.it, è protetto da copyright e nessuna parte di esso, può essere riprodotta o riutilizzata senza il permesso dell’autore.
RIFERIMENTI:
- St. Augustine Orchid Society
- American Orchid Society
- Portal do Orquidofilo
- Wikipedia
- INaturalist
- Verde Pieno
- Koppert
- Agricoltura regione Emilia-Romagna
- Naturalis Biodiversity Center
- Agraria.org
- SPR_Orquideas, Castro e Angelini, 2017
- Cattleya warneri, L.C.Menezes, Naturalia publications, 1994
- As pragas das orquidaceas, H.S.Lepage e E.R. de Figueiredo Jr., Instituto biologico de S.Paolo, 1947
