Oggi parliamo dell’orchidea, conosciuta, più piccola al mondo. Come sapete la famiglia delle Orchidaceae possiede circa 750 generi e più di 20.000 specie, al momento, rendendola una delle famiglie vegetali più diffuse al mondo. Per questo hanno forme, dimensioni e colori molto diversi tra loro.

La maggior parte si trova negli ambienti tropicali, in Asia, America centrale e Sud America, come l’orchidea di cui parleremo oggi. Ma ne esistono anche di terrestri in ambienti più freddi.

Fino a pochi anni fa il record per l’orchidea più piccola al mondo era detenuto da Platystele jungermannioides ((Schltr.) Garay, 1974). Un’orchidea molto piccola, il cui genere fu scoperto intorno al 1910′ e descritto per la prima volta da Friedrich Schlechter.

Ma nel 2016 è stata spodestata dal primo posto da Platystele imperialis (Archila, Chiron & Szlach., 2016), che è più piccola del 20% rispetto a P. jungermannioides. Ed al momento è, quindi, l’orchidea più piccola al mondo.

Questa nuova specie fu scoperta nel 2016 da dei ricercatori che si trovavano nelle foreste del Centro America. Fino a quel momento era sempre stata scambiata per la Platystele ovalifolia (Garay & Dunst., 1961), perchè, oltre a trovarsi in ambienti molto diversi, hanno delle differenze morfologiche abbastanza evidenti con le tecnologie moderne, cosa che tempo fa, essendo veramente piccole, non si riusciva a notare.

La Platystele ovalifolia si trova, nelle zone atlantiche, in Venezuela, Guyana, Brasile e isole vicine. Hanno il fusto prostrato, piccolo, ricoperto da guaine bianche da cui si dipartono le foglie. Le foglie sono ellittiche, piccole, carnose e picciolate. La fioritura avviene su un peduncolo lungo fino a 1 cm che parte da una foglia (tipo le Pleurothallis). Questo porta diversi fiori grandi circa 2,5 mm, di colore giallo, trasparente.

La Platystele imperialis si trova nelle zone pacifiche di Messico, Guatemala, El Salvador, Costa Rica e Panama. Hanno il fusto prostrato, piccolo e ricoperto di guaine bianche da cui si dipartono le foglie. Le foglie sono arrotondate, apice acuto, carnose, piccole e lievemente picciolate.

La fioritura avviene lungo un peduncolo, che parte da una foglia, lungo circa 1-1,5 cm. Questo porta diversi fiori grandi circa 1.5 mm, di colore giallo, trasparente. A differenza della P. ovolifolia, la P. imperialis ha il labello e i 2 tepali inferiori con apice acuto e arrotondato e il labello è ellittico-orbicolare invece che lineare-ovato.

A questa nuova specie di Platystele è stato dato questo epiteto specifico in onore di Carlo V. Perchè le piante usate per questo studio sono state coltivate nella stazione sperimentale di orchidee della famiglia Archila, la cui sede è a Coban (città del Guatemala). Che era, per l’appunto, una delle città imperiali di Carlo V, nel Centro America.

Ma ora parliamo della Platystele jungermannioides che è stata al primo posto fino al 2016. Originaria di Messico, Guatemala, Costa Rica e Panama. Il fusto è prostrato, piccolo e ricoperto da una guaina bianca. Porta le foglie carnose, ellittiche e picciolate.

Fiorisce in primavera producendo un’infiorescenza (dal centro delle foglie) lunga 5 mm che porta vari fiori grandi circa 2 mm. Con i tepali trasparenti, leggermente giallognoli. In foto potete vedere il fiore confrontato con la punta di una matita…😅

Al momento, il genere delle Platystele è il genere che possiede le orchidee più piccole al mondo 🫣. Ma chissà cosa scopriremo in futuro con le nuove tecnologie e le nuove conoscenze che avremo✨.

Fatemi sapere cosa ne pensate e se lo sapevate!!

Riferimenti: