Parassiti alieni

In questa pagina troverete, per il momento, i parassiti che si trovano nel Nuovo Mondo (Nord America, Centro America e Sud America) e in Asia, quindi per l’Italia sono alieni e alloctoni. E visto che con i cambiamenti climatici, moltissimi sono già presenti in Italia e in Europa (parassiti) è meglio iniziare a conoscere anche quelli che ancora non sono arrivati…

Piccolo disclaimer –> ⚠️ Questa vuole essere una guida per aiutarvi nell’identificazione del problema, le sezioni di prevenzione e trattamento sono state messe per aiutarvi nel controllo del problema, ma il sito e l’autore non sono responsabili, in alcun modo, di eventuali danni causati da questi alle vostre piante e non. Siate responsabili e attenti ⚠️

1. la cimice delle orchidee

– Tenthecoris bicolor (Scott)

Il T. bicolor è un piccolo insetto (Hemiptera, Miridae, Bryocorinae), fa parte della tribu’ degli Eccritotarsini (come T. orchidearum), sono insetti lunghi da 4 a 5 mm e sono spesso conosciuti come ‘gli insetti delle orchidee’, ‘le cimici dei letti delle orchidee’ e ‘scaraffaggio rosso delle orchidee’. Sono presenti in Brasile e Argentina. (Foto di Ricardo A. Palonsky)

Sono insetti succhianti, che solitamente appaiono in colonie e attaccano le foglie giovani, lasciando delle cicatrici circolari dove si sono cibati, perchè la loro saliva di idrolizza i carboidrati e sono in grado di sciogliere la cellulosa dalle foglie. (Foto di fevereiro)

Il loro ciclo vitale parte dalle larve che assomigliano a piccole formiche con addome e testa rossi e il mesotorace è bianco lunghe 1.5 mm. Poi si passa allo stadio delle ninfe che hanno la testa gialla con gli occhi rossi sporgenti, lunghe 3 mm. Le teche alari sono nere ma lasciano intravedere lo scotello di colore bianco. Gli adulti hanno poi una colorazione marrone-nera in parte degli emielitri e del mesoscutello, mentre il resto del corpo è rossastro-arancio nei maschi e rossastro nelle femmine, sono lunghi 5 mm. Il tempo medio di sviluppo fino allo stato adulto è di 20 giorni a una temperatura e umidità media di 24°C e 60%, rispettivamente. (Disegno di Juventina Santos del.)

Sintomi: come conseguenza dell’attività alimentare di T. bicolor, sia ninfe che adulti, si formano delle piccole macule clorotiche nelle foglie, di colore giallastro, in contrasto con il verde della foglia. Questa viene detta anche ‘stigmatosi’. Le femmine depongono le uova camminando all’indietro mentre trascinano l’ovopositore, questo potrebbe causare ulteriori danni. (Foto fi Thiago Wolf)

Prevenzione e cura: Ci sono pochissime informazioni sul trattamento di questi insetti che in Brasile sono considerati i maggiori orchidofagi brasiliani perchè si espandono con tempi molto rapidi nella collazione. Per combatterli e controllarli si possono usare insettici o repellenti da usare periodicamente sulle foglie, come insetticidi sistemici come imidacloprid o thiacloprid (guardare se in Italia sono legali) per trattare gli insetti adulti e riapplicare a intervalli di quattordici giorni per finire con le uova, provare questi prodotti in una sola pianta in caso di casi di fitotossicità. Per prevenirli invece usare repellenti come olio di neem.

Un altro trattamento ecologico che dà risultati è l’utilizzo di un fungo entomofago, Beuvaria bassiana. (Foto di Infojardin)


2. Mecolaeumus e neoneella

Sono 2 piccoli insetti simili di aspetto a quello precedente (Hemiptera, Miridae, Bryocorinae), fanno parte anche loro della tribu’ degli Eccritotarsini. Si trovano in Brasile (Disegno di Juventina Santos del.)

Inizialmente descritta come Neofurius carvalhoi da Costa Lima nel 1942, ma poi rinominata Mecolaeumus carvalhoi da Hsiao nel 1947. Lungo da 4,5 a 5 mm, ha una colorazione rossa generale e il corpo ricoperto da pelo giallo con l’estremità apicale del rostro nera. Larva, ninfe e adulti vivono tutti sulle foglie. (Foto di Daniel Mesa)

Neoneella zikani descritta da Costa Lima nel 1942, è l’unica specie del genere Neoneella, si trova nello stato del Rio. Ha una lunghezza di circa 5,5 mm e una colorazione generale da rossastra ad arancione con aree annerite. Secondo Zikan, questo insetto si sviluppa all’interno dei fiori di Philodendron sp. e poi successivamente si sposta sulle foglie delle orchidee. (Foto di Eugenia Minghetti)

Sintomi: essendo insetti succhianti fanno gli stessi danni di Tenthecoris bicolor

Prevenzione e cura: la stessa di Tenthecoris bicolor


3. CAlorileya nigra

La Carorileya nigra descritta da Gomes, è una piccola vespa nera (Hymenoptera, Chalcidoidea, Eurytomidae) che depone le sue uova nelle radici delle orchidee. Si trova in alcune parti del Brasile, il Distretto Federale e Minas Gerais. (Foto di PlantaSonya)

Gli adulti sono grandi circa 2.5 mm, di colore nero, con le zampe gialle, le ali sono leggermente sfumate di nero con nervature bruno-giallastre. (Foto di Rodrigo Paiva)

Le larve sono piccole, di colore bianco con la capsula cefalica di colore marrone, brillante.In sezione una radice attaccata da questo imenottero.

Sintomi: attacca le radici delle orchidee perchè la femmina con il suo ovodepositore ci depone le uova dentro, questo fa formare delle Galle nelle radici, che non portano alla morte della pianta, ma le radici non riescono a svolgere le loro piene funzioni. Dopo circa 60 giorni dalla deposizione delle uova si ha la fuoriuscita degli adulti dalle radici tramite dei fori. (Foto di Orquideas Terra)

Prevenzione e cura: eliminare manualmente le radici deformate che sono state attaccate da questo insetto e usare un insetticida sistemico. (Disegno di Juventina Santos del.)


4. Mosca della Cattleya

– Eurytoma orchidearum (Westwood)

Spesso conosciuta anche come Isosoma orchidearum, è una piccola vespa (Hymenoptera, Chalcidoidea, Eurytomidae) che attacca molti generi di Cattleya. Questa vespa è di colore nero, con le ali trasparenti, lunga circa 3-4 mm. E’ riconoscibile grazie ai suoi movimenti rapidi e continui. Si trova in centro e sud america. (Foto di Paul Langlois, Museum Collections: Hymenoptera, USDA APHIS PPQ, Bugwood.org)

Le larve sono molto piccole, misurano circa 3-4 mm, sono di colore bianco, con capsula cefalica di colore giallastro. Il corpo presenta numerose pieghe e un singolo pseudobulbo può contenere diverse larve.

Sintomi: la femmina di questa vespa depone le sue uova all’interno della gemma della nuova vegetazione in formazione (per questo è detta anche ‘vespa gemma’) tramite il suo ovodepositore. Questo fa si che il nuovo pseudobulbo in formazione sia sferico e molto robusto, più del solito. (Disegno di Juventina Santos del.)

Questa sua robustezza è data dal fatto che al suo interno ci sono le larve che si ciberanno del suo interno fino a quando non saranno pronte per fare la pupa. Una volta che si saranno trasformati in adulti, creeranno dei microfori negli pseudobulbi con le loro mandibole e usciranno per accoppiarsi di nuovo e ricominciare il ciclo.

Prevenzione e cura: per prevenire ispezionare attentamente le piante e vedere se hanno uno dei sintomi riportati sopra. Nel caso in cui si è certi che la pianta sia infestata da questi insetti usare un insetticida sistemico


5. Scarafaggi neri delle orchidee

– Diorymerellus lepagei (Monte) e Diorymerellus minensis (Monte)

Questi sono 2 piccoli insetti, molto simili tra loro (Coleoptera, Curculionidae, Bariinae), che attaccano esclusivamente i fiori delle orchidee.

Diorymerellus lepagei è generalmente considerato lo scarabeo più dannosi per le orchidee. Le larve sono lunghe circa 3 mm di colore bianco dotate di mascelle forti. Gli adulti sono lunghi circa 3,0 mm e presentano un colore nero brillante, corpo ovale, convesso, largo, testa allungata in un rosto curvo e antenne scure. Si trova nello stato di San Paolo in Brasile (Disegno di Juventina Santos del.)

Diorymerellus minensis ha abitudini e aspetto generale simili a quelli di D. lepagei, ma si differenzia per le dimensioni, un po’ più piccole (1.5-2 mm), e il colore rosso-marrone brillante degli adulti. Ha lo stesso ciclo vitale di D. lepagei. Si trova nello stato di Minas Gerais. (Disegno di Juventina Santos del.)

Sintomi: La femmina adulta perfora l’ovaio del fiore o le spate ancora chiuse per dapositare le uova e le larve, una volta nate, iniziano a mangiare l’interno dell’ovario per poi passare al resto del fiore. L’attacco alle spate porta alla distruzione dell’intero fiore. Oltre alle infiorescenze, l’insetto attacca anche le nuove foglie, a volte. L’intero ciclo dell’insetto si svolge all’interno delle spate. Entrambe le specie sono state segnalate in Laelia, Cattleya, Epidendrum e Dendrobium. (Disegno di Juventina Santos del.)

Prevenzione e cura: Eliminare eventuali tessuti infetti, dove si vedono i danni e usare un’insetticida sistemico, da spruzzare sulla pianta o somministrato a livello radicale.


6. LArva minatrice delle orchidee

– Mordellistema cattleyana (Champion)

Questo piccolo insetto (Coleoptera, Mondellidae), da adulto misurano 2-3 mm, sono allungati, cuneiformi, leggermente pubescenti, di colore ocra, con gli elitri con 2 barre trasversali fuscate. Si trova in Venezuela. (Disegno di Juventina Santos del.)

La femmina depone le uova all’interno di un foro fatto sulle foglie, nelle quali poi si svilupperà la larva. La larva è grande 1 mm di colore bianco. (Larva di Moderllistema sp., foto di Beatriz Moisset)

Sintomi: le larve una volta nate, iniziano a cibarsi del tessuto fogliare, cosi facendo formano delle gallerie, di solito in direzione delle nervature. In generale, nella parte inferiore, il tessuto fogliare è necrotizzato. Diverse larve possono essere trovate in una sola foglia. Completato il ciclo, l’adulto emerge, lasciando un caratteristico foro, però non ha apparato masticatore perciò da adulto questo insetto non fa grandi danni. Attacca principalmente le piante di Laelia e Cattleya. L’umidità e il caldo aiutano la proliferazione di questo insetto. (Disegno di Juventina Santos del.)

Prevenzione e cura: Eliminare le foglie che presentano i sintomi e le larve meccanicamente. Usare un insetticida appropriato e sistemico. (Foto di von Lengerken)


7. Mucca delle orchidee

– Diabrotica speciosa (Germar)

Diabrotica speciosa (Germar) si caratterizza per avere 3 macchie gialle in ogni elitra, 6 in totale. Ha una colorazione generale verde e una lunghezza da 4,5 a 5 mm. La testa solitamente rossa possiede 2 antenne che sono più lunghe nei maschi che nelle femmine. (Foto di Pereira, Paulo Roberto Valle da Silva)

Sintomi: Le uova vengono deposte vicino alla base della pianta e le larve vivono nel terreno, questa fase dura da 25 a 35 giorni. Sono larve biancastre che si nutrono delle radici e possono persino uccidere la pianta. Nella fase adulta volano e se disturbate si lasciano cadere per scappare. (Foto di Pablo Lanzetta)

Gli adulti si trovano sui fiori ma possono anche attaccare le giovani foglie. Mangiano attivamente le parti molli, per questo uno dei sintomi principali della loro presenza, oltre alla loro effettiva presenza, sono i buchi sui fiori, dovuti alla loro alimentazione. Possono fare da vettore per altre malattie. (Foto di Orquidário Orquideomania)

Prevenzione e cura: Può essere usata una trappola ad ormoni per i maschi. Si può usare anche un’insetticida, ma le applicazioni dovrebbero essere fatte spesso e con un insetticida specifico. (Foto di Cleverson Felix)


8. SPARNUS GLOBOSUS (CLARK)

È un coleottero saltatore (Coleoptera, Alticidae), il salto è simile a quello delle pulci. Sono lunghi circa 6,0 mm e di colore giallo, con sette o nove macchie nere per elitra. La testa, le gambe e l’addome sono gialli. (Disegno di Juventina Santos del.)

Sintomi: provocano scarificazioni su foglie nuove, germogli, spati, boccioli e fiori a causa della loro alimentazione. (Disegno di Juventina Santos del.)

Prevenzione e cura: Eliminare le parti danneggiate e manualmente gli adulti che si trovano su queste parti. Si possono usare insettici fosforati o piretroidi.


9. EXartematopus sp.

E’ un coleottero saltatore (Coleoptera, Alticidae) che misura circa 8 mm di lunghezza, di colore variabile, solitamente con la testa e gli occhi neri. Le elitre finemente punteggiate, anche le gambe e l’addome solitamente sono neri. Si trovano in Ecuador e Venezuela. (Foto di Erwin Holzer)

Sintomi e Prevenzione e cura sono uguali a Sparnus globosus (Foto di


10. Afide delle palme

– Cerataphis lataniae (Boisduval)

Afide abbastanza comune nelle orchidee, ma che infesta anche le palme (Hemiptera, Aphididae). La forma aptera (senza ali) un corpo circolare, scuro, quasi nero, con gambe atrofizzate e completamente circondato da una frangia cerosa bianca, simile a una cocciniglia. Misurano da 1,5 a 2,0 mm di lunghezza e sono leggermente più piccole delle forme con le ali che misurano 3 mm. (Foto di Sunil Joshi & Poorani)

La forma con le ali, è più grande, hanno la testa e il torace di colore verde scuro e addome giallastro. Originario della regione indo-malesica. (Foto di Sunil Joshi & Poorani)

Sintomi: Si trova sulle foglie, germogli e spate. Può essere confuso con cocciniglia a scudetto o la falsa cocciniglia (Aleurocanthus spiniferus). Nelle serre, dove ci sono le condizioni ottimali per la sua crescita può risultare dannoso, ma in natura non lo è. (Disegno di Juventina Santos del.)

Prevenzione e cura: si possono eliminare meccanicamente tramite cottonfioc o batuffolo di cotone imbevuto di alcol diluito. Usare insetticida sistemico o a contatto. (Foto di Subramanian Sevgan)


11. Trivella degli pseudobulbi

– Castnia therapon (Kollar)

E’ una falena (Lepidoptera, Castinidae) di circa 65 mm di apertura alare, le ali anteriori sono di colore giallo ruggine, con una linea sinuosa scura in mezzo e agli angoli dei puntini. Le ali inferiori sono rossastre con un’ampio bordo scuro e vari puntini bianchi. Si trova in Brasile. (Foto di Swedish Museum of Natural History)

Sintomi: la femmina depone le uova sopra uno pseudobulbo, quando si schiudono le larve perforano lo pseduobulbo con le mandibole ed entrano dentro. Rimarranno dentro lo pseudobulbo fino alla fase di pupa, e qui dentro mangeranno tutti i tessuti, lasciando lo pseudobulbo cavo. Lo pseudobulbo colpito può presentare un’aspetto giallognolo, ma il segno diretto della presenza di questo bruco è la presenza di feci alla base di ques’ultimo, dovuta al fatto che il bruco le butta fuori dal foro fatto inizialmente. (Disegno di Juventina Santos del.)

Prevenzione e cura: se si notano i segni sulla pianta, eliminare le parti colpite meccanicamente, tramite forbici o cesoie. Si può prevenire usando trappole a ferormoni per intrappolare gli adulti.


12. Moscerino dei boccioli

Contarinia maculipennis

Questo moscerino fa parte della famiglia Cecidomyiidae, dell’ordine dei Ditteri. E’ un moscerino che si trova principalmente sui fiori di Dendrobium e Vanda, ma di recente è stato trovato anche su Phalaenopsis, Cattleya e Cymbidium. Proviene dell’asia ma da qualche anno si sta diffondendo anche in america. Questi moscerini misurano 2-3 mm, sono di colore nero con le ali trasparenti e le antenne sono lunghe. Le larve sono gialle, misurano 2-3 mm. (Foto superiore di A.Hara, foto inferiore di H.Hara)

Sintomi: Le femmine depongono le uova sui fiori ancora chiusi, una volta nate le larve migrano all’interno del bocciolo dove iniziano a cibarsi dei tessuti. Quindi nei boccioli e nei fiori, una volta aperti, troveremo dei fori e delle macchie brunastre dovute alla loro alimentazione. (Foto di Walter Nagamine)

Le larve di questo moscerino possono essere identificate dalla loro presenza all’interno dei boccioli, perchè questi non si aprono e dalla loro capacità di balzare per diversi centimetri attorno alle parti del fiore, per scappare dai predatori. (Foto di H.Hara)

Prevenzione e Cura: Rimuovere i boccioli che presentano i sintomi, rimuovere anche foglie e fiori che presentano i sintomi e distruggerli.

I controlli biologici, come le vespe predatrici, si sono dimostrati efficaci contro altre specie di cecidomidi e potrebbero essere utili anche contro C. maculipennis. Sono necessarie ulteriori ricerche per determinare in modo definitivo l’efficacia dei controlli contro questo grave parassita. (Foto di American Orchid Society)


13. COCCINIGLIA DELLE BUCHE DELLE ORCHIDEE

– Asterolecanium epidendri (Bouchè)

Asterolecanium epidendri è una cocciniglia proveniente dal Sud america e poco diffusa negli Stati Uniti. (Foto di United States National Collection of Scale Insects Photographs)

E’ una cocciniglia che non ha uno scudo duro protettivo, ha un’aspetto vitreo, circondato da una frangia di fili. Si trova solitamente attaccata agli pseudobulbi e sulla parte inferiore delle foglie. La femmina è lunga 1-1.5 mm, di colore giallo-verdastro, tondeggiante e convessa. Le uova vengono deposte dalla femmina sotto lo scudo, dopodiché lei muore. Le uova poi si schiudono e abbiamo la fase di ‘Crawler’ dove le cocciniglie sono mobili. Una volta trovato l’ambiente ideale pungono il tessuto e si instaurano qui, rimanendo nello stesso punto fino alla loro morte. (Disegno di Juventina Santos del.)

Sintomi: essendo cocciniglia hanno un apparato pungente-succhiante e quindi per alimentarsi pungono la superficie dei tessuti provocando una clorosi puntiforme nel punto interessato e avvallamenti (da qui il nome). Producono melata che può portare alla formazione di fumaggine e quindi compromettere la fotosintesi della pianta.

Prevenzione e cura: I parassitoidi, come le vespe del genere Metaphycus, vengono usate per il controllo di Asterolecanium, parassitizzando le fasi di ‘Crawler’. Non si conoscono altri trattamenti efficaci contro questo parassita, ma essendo una cocciniglia non è da escludere che i trattamenti che valgono per le altre specie possano funzionare anche per lei.


14. Cocciniglia degli angraecum

Conchaspis angraeci (Bahia)

Sono cocciniglie che fanno parte della famiglia Conchaspididae. Hanno uno scudo di cera, bianca, compatto che protegge il corpo dell’insetto sottostante. Sono di forma tondeggiante, appiattiti e grandi circa 1 mm. Le femmine depongono le uova sotto lo scudo, queste hanno colore rosato e una volta schiuse ne usciranno le larve, ‘crawler’, che saranno mobili e senza scudo. Una volta trovato il posto giusto, pungeranno la pianta e si instaureranno li, per tutta la loro vita. Si trovano in tutta la fascia tropicale, ma sono state trovate anche in Nord America. (Foto superiore e inferiore di R.J.Gill)

Sintomi: Attaccano una grandissima quantità di orchidee, ma i danni più gravi li provocano alla vaniglia perchè abbassa la sua produzione. Una volta che l’insetto, avente apparato pungente-succhiante, punge la pianta si crea una macchia clorotica che diminuisce la capacità fotosintetica della pianta. (Foto di S. Quilici)

Prevenzione e cura: non sono conosciuti trattamenti efficaci per debellarla. Si può però pulire manualmente le foglie, mediante l’uso di un cottonfioc imbevuto di alcol isopropilico.


15. Niveaspis cattleyae (Lepage)

E’ una cocciniglia con lo scudo dalla forma allungata, stretta, di colore bianco, sono lunghe 1-2 mm e alle estremità anteriore sono di colore giallo-arancio (testa).

Sintomi: si possono trovare su foglie e pseudobulbi, non fanno grossi danni se l’infestazione è piccola.

Prevenzione e cura: non sono conosciuti trattamenti efficaci per debellarla. Si può però pulire manualmente le foglie, mediante l’uso di un cottonfioc imbevuto di alcol isopropilico. (Disegno di Juventina Santos del.)


16. Falsa cocciniglia parlatoria

Pseudoparlatoria parlatorioides (Comstock)

Questa cocciniglia fa parte della famiglia Diaspididae. Si trova in Sud America, è polifaga e si trova su tantissime piante diverse. I suoi attacchi possono essere cosi grandi e gravi da ricoprire interamente le foglie. Gli scudi delle femmine sono più o meno circolari, di colore bianco crema, cartacei, sottili e grandi circa 2 mm. Hanno una macchia circolare giallastra su una delle due estremità. I maschi sono più piccoli delle femmine. Le femmine depongono le uova sotto lo scudo, poi muoiono, una volta che le uova si schiudono ne fuoriescono delle larve mobili, ‘crawler’, che si muovono fino a che non trovano un posto ottimale dove pungere la pianta e rimanere fino alla fine del loro ciclo vitale. (Foto superiore di Lucas Garriga e foto inferiore di Charles Olsen, Charles Olsen Insect Collection, USDA APHIS PPQ, Bugwood.org)

Sintomi: Essendo cosi violenta e numerosa nelle sue infestazioni può causare gravi aree clorotiche che indeboliscono la pianta, potendola portare anche alla morte nei casi più gravi

Prevenzione e cura: non sono conosciuti trattamenti efficaci per debellarla. Si può però pulire manualmente le foglie, mediante l’uso di un cottonfioc imbevuto di alcol isopropilico.


17. Cocciniglia della sanseveria

Parlatoria proteus (Curtis)

E’ una cocciniglia che fa parte della famiglia Diaspididae. E’ molto diffusa nelle orchidee, come le Cattleya, e attacca principalmente le foglie e segue le nervature. Si trova in Sud America ma è presenta anche in Nord America. La femmina adulta ha uno scudo trasparente e delicato, allungato ma arrotondato, di colore marrone-giallastro, sono grandi circa 1-2 mm. Le femmine depongono circa 30 uova, sotto lo scudo e poi muiono. Dopo la schiusa abbiamo le larve mobili che cercano un posto ottimale sulla foglia dove insediarsi. (Foto superiore di Florida Division of Plant Industry , Florida Department of Agriculture and Consumer Services, Bugwood.org e foto inferiore di John Davidson)

Sintomi: Causano delle macchie clorotiche puntiformi nel punto di alimentazione, se l’infestazione è grande possono causare un indebolimento della pianta.

Prevenzione e cura: non sono conosciuti trattamenti efficaci per debellarla. Si può però pulire manualmente le foglie, mediante l’uso di un cottonfioc imbevuto di alcol isopropilico.


Testo modificato e adattato per il sito Criplant.it, è protetto da copyright e nessuna parte di esso, può essere riprodotta o riutilizzata senza il permesso dell’autore.

Riferimenti:

  • Infojardin
  • Portal do orquidofilo
  • SPR_Orquideas, Castro e Angelini, 2017
  • Cattleya warneri, L.C.Menezes, Naturalia publications, 1994
  • Integrated pest management strategies for the invasive orchid blossom midge (Contarinia maculipennis Felt.), V.J.Minnu, L. Allwin, K.Elanchezhyan, 2024.
  • As pragas das orquidaceas, H.S.Lepage e E.R. de Figueiredo Jr., Instituto biologico de S.Paolo, 1947
  • INaturalist
  • Wikipedia
  • Grokipedia
  • Scalenet.info