Problemi ambientali orchidee

In questa pagina troverete tutti i problemi delle orchidee legati ai vari fattori ambientali, non si parlerà di parassiti o malattie. Si parlerà dei problemi che si potrebbero presentare sulle nostre orchidee a causa di cambiamenti ambientali che causano danni visibili, cosi da imparare a riconoscerli.

Piccolo disclaimer –> ⚠️ Questa vuole essere una guida per aiutarvi nell’identificazione del problema, le sezioni di prevenzione e trattamento sono state messe per aiutarvi nel controllo del problema, ma il sito e l’autore non sono responsabili, in alcun modo, di eventuali danni causati da questi alle vostre piante e non. Siate responsabili e attenti  ⚠️

1. CADUTA DEI BOCCIOLI

Prima di tutto bisogna subito fare una distinzione, i boccioli sono la fase pre-fioritura, quando i fiori sono ancora chiusi, se in questo caso cadono c’è un problema, che andremo ad analizzare e capire. Ma se ad appassire e cadere sono i fiori, già aperti, quello non è da considerarsi un problema, i fiori non sono perenni, hanno una loro durata, diversa per ogni orchidea.

Sintomi: I boccioli della nostra orchidea iniziano ad appassire, diventando gialli e rugosi per poi cadere. Questa cosa può succedere più o meno comunemente, quindi non c’è da spaventarsi troppo in caso si manifestasse. (Foto di Getty Images)

Vediamo ora le cause del perchè questo succede:

  • Solitamente succede spesso nelle orchidee in fiore che si portano a casa dopo averle acquistate. Questo perchè c’è un cambio di ambiente, di condizioni di coltivazione e quindi uno stress, in risposta a questo stress per mantenere le energie e non morire, l’orchidea preferisce riprendere le sostanze dai boccioli, facendoli morire.
  • Cambiamenti nelle irrigazioni, luce e posizione durante la preparazione dei fiori possono causare la caduta dei boccioli, perciò è meglio non cambiare di posizione se non è indispensabile mentre fioriscono.
  • La quantità di acqua è un altro fattore importante, se troppo poca i boccioli si disidrateranno e cadranno, se troppa possiamo causare marciume radicale con conseguente perdita dei boccioli.
  • Cambiamenti bruschi di T° possono causare la caduta dei boccioli. Per esempio se tenete l’orchidea vicino una finestra e la aprite per cambiare aria alla stanza in autunno-inverno, questo potrebbe causare uno shock alla pianta che perderebbe i boccioli nei giorni successivi.
  • Insetti potrebbero pungere e nutrirsi della linfa dei boccioli e non solo, causandone la caduta. Per maggiori informazioni vai a “Parassiti

Tutte queste cause non causano la caduta diretta dei boccioli, ma possono passere giorni o settimane dall’inizio del problema prima della caduta effettiva dei boccioli.

Trattamento: NON c’è trattamento alla caduta dei boccioli

Prevenzione: l’unica cosa che si può fare è prevenirla con le giuste accortezze durante la coltivazione. (Foto di Cindy Frizt)


2. edema

L’edema è un danno fisiologico che viene provocato dall’acqua assorbita dalle radici che non viene però traspirata dalle foglie. Solitamente l’acqua viene assorbita dalle radici e poi traspirata dalle foglie, ma può succedere che l’eccesso di acqua rimanga nelle cellule delle foglie che aumentano il loro volume sempre di più fino ad esplodere, provocando le ferite tipiche di questa problematica. Questo capita quando abbiamo un’alta umidità ambientale e poca ventilazione, per cui le foglie delle orchidee non riescono a disperdere l’acqua trattenendola.

Sintomi: Queste macchie possono avere varie forme, solitamente sono piccole macchie, circolari, ma possono avere anche altre forme, in rilievo che inizialmente sono di colore verde e con il tempo diventano legnose. Spesso sono confuse con le cocciniglie, ma non lo sono, la differenza sta nel fatto che le cocciniglie vengono via se strofinate, ma l’edema no, anche se lo strofinate non viene via. L’edema può uscire su tutte fiori e foglie della pianta. (Foto di Sue e Terry Bottom)

Trattamento: Queste lesioni sono permanenti e non possono essere eliminate una volta uscite. Le nuove vegetazioni sono più sensibili a questo problema. Non essendo causato da nessun patogeno, non può essere trattato in alcun modo. (Foto di Sue e Terry Bottom)

Prevenzione: Bisogna prevenirlo dando la giusta dose di acqua alle vostre orchidee, evitando che il substrato rimanga bagnato per troppo tempo e che ci sia la giusta ventilazione tra le piante, in modo che asciughino nei tempi giusti. (Foto di Shauna)


3. PUNTIni E FOGLIE ROSSE

Sintomi: si formano delle macchie, più o meno grandi, di colore rosso-vinaccia, o nei casi più gravi le foglie diventano completamente di colore rosso-vinaccia, anche solo nella parte inferiore della foglia. Questo succede quando le piante sono esposte a una luce intensa, perchè hanno gli antociani. Questi sono dei coloranti che naturalmente si trovano in tutte la parti della pianta, dandogli delle colorazioni che vanno dal rosso al blu in base al pH in cui si trovano all’interno delle cellule. (Foto di Connie Moreland)

Gli antociani sono molto importanti per le piante, perchè svolgono numerose funzioni:

  • La loro funzione principale è quella di colorare i fiori per attirare gli impollinatori, rosso e viola e tutte le loro sfumature, sono colori dati dagli antociani.
  • In caso di esposizione al sole diretto hanno la funzione di proteggere la pianta dai raggi UV, infatti hanno la capacità di assorbire una determinata lunghezza d’onda della luce solare, andando a proteggere i tessuti sottostanti (come fa la melanina con la nostra pelle). In alcune orchidee come nel genere delle Cattleya e Vandaceae, che hanno bisogno di molta luce, ci danno un’indicazione sulla giusta illuminazione che dobbiamo fornirgli per farle fiorire.
  • Aumentano la resistenza della pianta alle basse temperature (non nel caso delle orchidee, ma soprattutto dei cactus)

(Foto di Crystalline-Folliage)

Trattamento e Prevenzione: Essendo una cosa fisiologica della pianta non c’è da preoccuparsi se si formano, è naturale. Potete spostarla in un luogo dove le arriva luce un po’ più schermata. Il fatto che sia una cosa naturale non vuol dire che le piante possano essere messe al sole diretto se non sono state abituate gradualmente alla cosa, anche se si parla di Cattleya o Vandaceae, cosa che comunque sconsiglio vivamente, onde evitare danni da caldo come le scottature. (Foto di Normal-Usual6306)

⚠️Attenzione!! alcune varietà di orchidee hanno una ridotta capacità di produrre antociani e per questo motivo dovrebbero non essere esposte a troppa luce, informatevi bene su quanta luce necessitano prima di metterle al sole.⚠️


4. Danni da caldo

I danni da caldo sulle orchidee escono quando la superficie fogliare raggiunge T° molto elevate che portano a uno stress più o meno elevato, in base al tempo passato in queste condizioni il danno può essere più o meno grave.

Sintomi: Ci sono vari sintomi dovuti al caldo, il primo è la comparsa di “SCOTTATURE” sulle foglie. Compaiono in modo rapido e quasi improvviso delle macchie nere che poi con il tempo cicatrizzano e diventano secche di colore marrone, questo succede specialmente sulla pagina superiore delle foglie, dove ricevono molta luce. (Foto di Terry Bottom)

Trattamento: eliminare le foglie danneggiate e spostare la pianta in una zona più schermata e ombreggiata.

Prevenzione: abituate le orchidee gradualmente alla luce solare diretta, se è giusta per loro, controllate sempre la quantità di luce di cui hanno bisogno.

Può però succedere che anche se le abituiamo gradualmente queste scottature si formino lo stesso, perchè le clorofille assorbono la luce e la trasformano in energia chimica, ma hanno un limite e se questo limite di luce assorbita viene superato non la riescono a processare tutta e l’energia in eccesso la rilasciano sotto forma di calore che a lungo andare brucia i tessuti e per questo le foglie si “scottano”. Questo succede spesso quando ci sono giornate molto calde con un’intensità luminosa molto forte. (Foto di Terry Bottom)

Sintomi: Nelle orchidee da intermedio freddo e da freddo (Se non sapete di cosa sto parlando leggete qua) quando si trovano a T° elevate, al di fuori del loro optimum di crescita, smettono di traspirare e di crescere, disidratando foglie e pseudobulbi, facendo diventare gialle e seccando alcune parti e avendo sempre più un aspetto sofferente (giallo e disidratato) nonostante la somministrazione di acqua. Questo avviene perchè l’acqua somministrata non viene più assorbita dalle radici ma rimane nel substrato aumentando il rischio di marciume radicale. (Dracula sp. Foto di Manny2259)

Trattemento: Se avete orchidee che soffrono il caldo, durante i mesi estivi invece che somministrare acqua solo per via radicale potete e sarebbe consigliato nebulizzare le foglie in modo quotidiano e tenerle in un luogo fresco che non superi il loro optimum di crescita. In aggiunta è consigliabile usare un ventilatore per mantenere in circolo l’aria ed evitare che si surriscaldi troppo. (Masdevallia sp. Foto di Stefano Avedano)

Prevenzione: informarsi bene sulle T° di coltivazione quando si comprano nuove orchidee e capire come e dove posizionarle nei mesi più caldi.


5. Danni da freddo

Sintomi da Freddo: I sintomi variano dal tempo e dalla quantità di freddo che la vostra orchidea ha subito. I principali sintomi sono lesioni superficiali le foglie, con aree infossate e scolorimento giallognolo, caduta prematura dei boccioli, maggiore suscettibilità alle malattie e a volte può succedere che si formino delle aree necrotiche di colore marrone. (Foto di Bpones)

Trattamento: Spostare l’orchidea in un posto dove non ci siano correnti d’aria fredde, lontano da finestre che rimangano aperte e metterla in un posto più caldo, cosi da evitare altri danni. Non eliminare il tessuto, se è come quello nelle foto che trovate sotto, se rimane cosi (si sistemerà con il tempo), ma se evolve e forma parti molli o macchie scure eliminate il tessuto danneggiato.

Gennaio 2025
Agosto 2025

Prevenzione: Informatevi bene sulle T° minime che la vostra orchidea può raggiungere senza subire danni, evitate di sistemarla dove può prendere correnti d’aria fredda durante i mesi freddi.

Sintomi da Gelo: Questi sintomi non appaiano in tempi brevi, ma possono passare giorni dall’esposizione al freddo prima che compaiono. Si manifestano quando l’orchidea è stata sottoposte a T° molto rigide per tempi più o meno lunghi. I sintomi tipici sono i tessuti che sembrano impregnati di acqua, seguiti da un appassimento e imbrunimento o formazione di aree necrotiche (causato da un congelamento dei tessuti), morte di parti o dell’intera pianta.

A volte in alcune orchidee il congelamento può manifestarsi con aree necrotiche e secche. La particolarità dei sintomi da congelamento è che non si manifestano finchè la pianta non viene portata a T° più alte, nella maggior parte dei casi. (Foto di Timothy Gay)

Trattamento: In questi casi rimuovere tutto il tessuto morto o che presenta i sintomi per evitare infezioni secondarie. Se la pianta è completamente rovinata o “cotta” dal freddo eliminarla immediatamente dalla collezione per evitare il propagarsi di eventuali infezioni secondarie.

Prevenzione: Per prevenire questo tipo di danni bisogna conoscere la T° minima di coltivazione dell’orchidea, evitare di metterla all’esterno nei mesi freddi o dove può avere elevati sbalzi termici che potrebbero causarne il congelamento o l’esposizione al freddo per troppo tempo.

Se ti stai chiedendo come capire qual è la T° minima della tua orchidea, CLICCA QUA!!


6. disidratazione

La disidratazione nelle orchidee può avvenire per varie cause, può avvenire quando lasciamo per troppo tempo senz’acqua la nostra orchidea, specialmente durante la stagione calda dove ha bisogno di più acqua. Oppure può succedere che le radici marciscono e non avendo più nulla che assorba l’acqua le foglie inizino a disidratarsi.

Sintomi: La disidratazione si riconosce perchè le foglie appaiono flaccide, rugose e molli, nelle Phalaenopsis. In altre orchideee le foglie possono prendere una coorazione opaca e ingiallire con il tempo, assumendo delle colorazioni marroncine se la disidratazione è grave. Per quanto riguarda le radici, se non sono marcite, risultano essere secche, molto dure e poco elastiche. Se invece sono marcite, risultano molli, di colore marrone, vuote e vengono via molto facilmente. (Foto di Molly Balmer)

Nel caso di orchidee con pseudobulbi come Cattleya e Bulbophyllum, la disidratazione inizia con gli pseudobulbi che iniziano a diventare sempre più piccoli e corrugati, per poi passare alle foglie che tendono a diventare grinze, poi gialle e infine cadere. (Foto a sx di Saledf, foto a dx di Thnikpup)

⚠️Nel caso di alcune specie di orchidee con pseudobulbi è normale che con l’avanzare dell’età della pianta alcuni pseudobulbi deperiscano dando segni di disidratazione. C’è da preoccuparsi se anche le nuove vegetazioni danno questi segni⚠️

Trattamento: Solitamente se un’orchidea è disidrata la prima cosa che ci viene in mente sarebbe quella di idratarla il prima possibile, ma prima bisogna capire il perchè si è ridotta in questo stato, se per un nostro ritardo nelle bagnature o perchè sono marcite completamente le radici.

Se la pianta non viene bagnata da molto e le radici sono solo secche, ma dure e color crema o grigie e grinze allora in questo caso basterà immergere l’orchidea in acqua finchè le radici non si saranno completamente reidratate. Le foglie appassite non terneranno subito idratate, specialmente in quelle che hanno le foglie molto carnose.

Se invece l’orchidea viene bagnata con cadenza regolare e comunque risulta disidratata e la situazione non migliora, probabilmente ci sono dei problemi alle radici. E’ molto importante per questo controllare immediatamente le radici e vedere in che stato si trovano, se sono vuote, molli, di colore marrone-nero sono marcite, probabilmente il substrato non si è asciugato tra un’irrigazione e l’altra. (Foto di Planterhoma)

Se questo è il vostro caso, svasate l’orchidea, togliere tutte le radici che si presentano molli, vuote e di colore marrone-nero. Una volta fatto, lasciate per un giorno l’orchidea a cicatrizzare le ferite, poi passato questo tempo potete rinvasarla in un nuovo vaso, piccolo e con del substrato (quello che più preferite) precedentemente bagnato. Da ora in poi bagnatela solo quando sarà completamente asciutta. Se l’orchidea vi rimane completamente senza radici potete metterla in una scatola di plastica trasparente, con dello sfagno inumidito, chiudetela con il coperchio e posizionarla in una zona luminosa (NO alla luce diretta del sole) e aspettare che crei delle nuove radici.

Prevenzione: Imparate ad irrigare le vostre orchidee solo quando ne hanno bisogno e non con cadenza per forza regolare. Vi rimando a un articolo che ho fatto per capire quando irrigare le vostre orchidee, in diversi substrati e supporti. Spero vi possa aiutare a non fare più lo stesso errore! Cliccate qui!


7. carenza di calcio

E’ un macroelemento. E’ assorbito per via radicale come ione Ca2+, può essere accumulato nei vacuoli delle foglie e non può essere trasferito dalle vecchie foglie alle nuove foglie, perchè viene trasportato solo dallo xilema. E’ un importante costituente delle pareti cellulari, influenza l’assorbimento degli altri macroelementi, la crescita delle radici e aumenta la risposta delle piante a stress biotici e abiotici, per maggiori informazioni leggi l’articolo “Nutrienti orchidee, come funziona?🍽️

Colpisce soprattutto Cattleya, ma può colpire qualsiasi orchidea, soprattutto durante i periodi di crescita rapida. Questa carenza si verifica molto quando le piante non sono concimate bene e sono da troppo tempo nello stesso vaso e substrato, questo perchè con il tempo il substrato tende ad acidificare rendendo immobili alcuni elementi utili per le piante. Durante i periodi di forte crescita, come primavera ed estate questa cosa è molto più visibile e comune, perchè le piante non hanno il calcio per crescere. Si è visto anche che T° troppo elevate in aggiunta a poche irrigazioni possono compromettere l’assorbimento di calcio da parte delle radici. (Foto di Nico Mascialino)

Sintomi: Questa carenza è di aspetto molto simile a un attacco fungino o batterico, ma a differenza di questi solitamente la punta delle nuove foglie diventa nera con una banda gialla che avanza verso il basso molto piano, per tutta la lunghezza della foglia. In alcune orchidee la crescita dei boccioli è stentata e la carenza può causare anche la morte dell’apice radicale in formazione. (Foto di Sue Bottom)

Trattamento: Le foglie e le parti che presentano i sintomi sono danneggiate in modo permanente. Per trattare questa carenza si possono usare concimi che contengono calcio o che ne consentano la solubilizzazione nel substrato cosi da renderlo di nuovo disponibile per le piante. Se però la carenza è grave, si possono usare prodotti specifici come il nitrato di calcio o il Cal Mag.

Prevenzione:  Se date concime, che contiene calcio, in modo regolare alle vostre piante è molto difficile che questa cosa si presenti.


8. CARENZA DI MAGNESIO

E’ un macroelemento, è assunto per via radicale sotto forma di ione Mg2+, ma il suo assorbimento è molto ridotto in condizione di pH basso, perchè la pianta assorbe altri elementi come potassio, calcio e idrogeno. E’ essenziale per la formazione di clorofilla, aumenta la resistenza all’alluminio in ambienti acidi, si trova in molti enzimi e aiuta il metabolismo dei carboidrati, per maggiori informazioni leggi l’articolo “Nutrienti orchidee, come funziona?🍽️

A differenza del calcio, il magnesio può essere trasportato anche attraverso il floema e quindi viene spesso trasferito dalle vecchie foglie alle nuove. Per questo molto spesso i sintomi si trovano sulle foglie e vegetazioni più vecchie, che si sacrificano per dare nutrimento e sostanze alle nuove vegetazioni. Questo avviene però se la pianta è in deficit e quindi non trova abbastanza magnesio nel substrato. Anche in questo caso si nota molto di più nelle Cattleya, ma può manifestarsi anche in altri tipi di orchidee. (Foto di Sue Bottom)

Sintomi: La carenza di magnesio quindi si manifesta solitamente nelle foglie più vecchie durante la stagione di crescita, ma non è sempre cosi. Durante la stagione di crescita, quando le T° sono alte, le piante in carenza iniziano a prelevare il Mg dalle foglie vecchie, provocando su quest’ultime dei scolorimenti che con il tempo portano a una colorazione gialla e alla caduta delle foglie. Durante la stagione fredda invece, quando le T° sono basse, se l’orchidea è in carenza di Magnesio può creare delle macchie di colore rossastro, da non confondere con le macchie rosse provocate dai tannini che escono a T° alte. (Foto di Sue Bottom)

Trattamento: Usare concimi con Magnesio in modo regolare e nei periodi più critici, se si vedono segni di carenza, è possibile fornire Magnesio extra attraverso fertilizzanti specifici come Cal Mag o Solfato di Magnesio (Sali di Epsom)

Prevenzione: Usare fertilizzanti che contengano Magnesio e altri micro-macronutrienti.


9. Erbacce

Spesso nei vasi delle nostre orchidee nascono delle erbe o a volte anche delle felci che non ci dovrebbero essere. Questo perchè, possono essere carine e coccolose in un primo momento, ma in realtà a lungo andare possono creare dei gravi danni alle vostre orchidee. In primis perchè competono con loro per gli elementi nutritivi e l’acqua e se crescono troppo può succedere che portino alla morte l’orchidea perchè la soffocano occupando tutto lo spazio nel vaso, questo succede spesso con le felci, che hanno dei rizomi carnosi che crescendo soffocano le radici delle nostre orchidee.

Sintomi: Le erbacce che crescono nel vaso sono tutte quelle piante, eudicotiledoni e monodicotiledoni, diverse dalla nostra orchidea. Per esempio possono nascere felci e graminacee direttamente nel vaso, specialmente se la pianta è da import e si trova in sfagno, questo perchè ci possono essere semi e spore. Le erbacce possono non nascere subito, ma dopo un po’ di tempo, questo perchè devono trovare le giuste condizioni per nascere, oppure sono arrivate dopo, con il tempo nei nostri vasi, magari perchè li abbiamo spostati all’esterno durante la stagione bella.

Trattamento: Rimuovere manualmente felci o erbacce, evitando l’uso di erbici che potrebbero causare danni alle nostre orchidee. Se l’erbaccia è cresciuta troppo e non viene via, bisognerà estrarre l’orchidea dal vaso e rimuovere con attenzione eventuali rizomi e radici attorno alle radici della nostra orchidea senza danneggiarle eccessivamente. Potete poi rinvasare l’orchidea in un nuovo substrato. (Foto di Orchid Blog)

Prevenzione: Appena vedete qualcosa di estraneo che sta crescendo nel vaso dell’orchidea eliminatelo subito. Se coltivate anche felci che hanno le spore, evitate di tenerle troppo vicine alle vostre orchidee e se portate in esterno le vostre orchidee durante la bella stagione state attenti ad eventuali semi che finiscono nel vaso.


10. MUFFA e funghi NEL SUBSTRATO

Spesso può succedere che nel substrato si venga a formare una sostanza biancastra o direttamente dei funghi di vario colore. Questo perchè i funghi e le muffe crescono sulla materia organica in decomposizione ma non si nutrono direttamente della pianta, se è sana. Questo ci da un’indicazione sullo stato di decomposizione del substrato. (Foto di Jenny Timpac Lencio)

Sintomi: le spore di muffa e funghi si trovano naturalmente nel substrato e nascono quando ci sono le giuste condizioni di umidità. La muffa che si trova nei vasi solitamente sono di colore bianco e possono avere varie forme, a palline o filamentose, ma in ogni caso non creano danni diretti alle piante. Solitamente il substrato che contiene molta muffa diventa idrorepellente ed è quindi molto difficile da irrigare, oppure essendo substrato ormai decomposto rimane umido per troppo tempo portando a marciume radicale. (Foto di Janet Cox Snee)

Trattamento: Quando notate la presenza di muffa o funghi, potete rinvasare la vostra orchidea, controllare le radici eliminando eventualmente quelle marcite e danneggiate e rinvasare l’orchidea in un substrato nuovo, eliminando il substrato vecchio che aveva il fungo o la muffa.

Prevenzione: Scegliere un substrato giusto per le vostre orchidee, evitando quei substrati che oltre la corteccia di pino hanno anche una parte di terra che si trovano in commercio. Utilizzare corteccia di alta qualità e rinvasare le piante quando lo necessitano senza aspettare troppo.


11. BRUCIATURE radicali

Spesso succede che ad ogni irrigazione il fertilizzante e i sali già presenti nell’acqua di irrigazione si accumulino nel substrato a causa dell’evaporazione dell’acqua. L’accumulo di questi sali può essere visibile direttamente sul vaso, come delle croste biancastre o brunastre , questa cosa si può manifestare anche direttamente nel substrato. Questo fenomeno può anche essere un segnale di eccessiva fertilizzazione. (Foto di Suddenly_virgin)

Sintomi: Nelle orchidee un’eccesso di sali si manifesta con una mancata crescita delle radici durante la stagione di crescita e sulle radici già presenti si vengono a creare degli aloni marroni sulla superficie del velamen. Le punte delle radici si possono rovinare, a lungo andare questo può compromettere completamente l’apparato radicale portando anche alla morte della pianta. (Foto di Beginnig-Lie-5665)

Trattamento: Svasare l’orchidea ed eliminare tutte le radici che sono vuote e marcie, rinvasare in un nuovo substrato.

Prevenzione: Se si usa acqua già molto carica di sali, come quella del rubinetto, diluire di più il fertilizzante usando una concentrazione più bassa di quella scritta in etichetta. Ogni tot irrigazioni fertilizzate, fare un’irrigazione con sola acqua cosi da sciacquare e togliere i sali in eccesso. In inverno potete diminuire le fertilizzazioni.


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RIFERIMENTI: